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lunedì 20 giugno 2022

Cultura,Tradizioni & Sport: Ciriè IX Torneo delle Città Medievali 18 -19 Giugno 2022

 


Torna il Palio di Ciriè dopo tre anni circa di Pandemia  in versione “ Torneo delle Città Medievali-1305 Margherita di Savoia a Ciriè.

L’ evento che appartiene alle tradizioni della Città  ha coinvolto adulti e bambini attraendo tanti curiosi e appassionati .

La manifestazione è stata organizzata da La Spada nella Rocca con il patrocinio del Comune di Ciriè. Hanno preso parte alla Sfilata Storica delle Città Medioevali i sei borghi Borgo Devesi, Borgo Loreto, Borgo Rossetti, Borgo San Martino, Borgo San Rocco, Borgo San Sudario per ammirare i costumi e ambientazioni medievali, al ritmo di tamburi e antichi strumenti musicali.

 Al di là di Cirié, hanno portato in scena i costumi e le acconciature di Avigliana, Caselle, Castellamonte, Castelnuovo Don Bosco, Chatillon, Chivasso, Condove, Fénis, Lanzo, Leinì, Oglianico, Orbassano, San Benigno, Strambinello, Susa, Valperga.



Gruppo Storico  Borgo San Sudario -Ciriè

Tra i figuranti attori  e protagonisti della marcia riconosciuti dal pubblico spettante tra foto e video  gli Attori Maria Stella Roselli vincitrice nel 2017 della Fascia Nazionale di Miss Nonna Simpatia e i programmi Ciao Darwin condotto da Paolo Bonolis come concorrente, ospite a Buona Domenica, Forum, Avanti un altro, Take Me Out infine Roberto Celestino comparso nella trasmissione televisiva
" Qui tutto è possibile " su canale Italia.
A seguire il corteo per tutta la durata dell'apparizione è stato il fotografo Andrea Rossi in collaborazione con l' Associazione Culturale per lo Spettacolo Vena Artistica di Vittoria Adamo.

 Maria Stella Roselli vincitrice nel 2017 della Fascia Nazionale di Miss Nonna Simpatia Roberto Celestino "Qui tutto è possibile" 


E' doveroso ringraziare i coordinatori Mattia e Bruna Gili per la loro professionalità e per le loro competenze e sostegno   avute  durante la festa.




domenica 27 marzo 2022

Cinema, Teatro § TV: A tu per tu con Pino Campagna

 


Dèsirèe Fadda intervista l'attore comico, cabarettista, cantante e scrittore italiano Pino Campagna Vena Artistica 2022.


Comedy Ring
Zelig, Colorado, Camera Cafè, Eccezionale Veramente


Chi è Pino Campagna?

E’ un giullare cittadino del mondo nato a Foggia e vivente a Milano venuto sulla terra per una missione “far star bene alla gente disegnando un  sorriso".

Cosa l'ha spinta a intraprendere la carriera dell'artista?

Sin dai primi anni di vita si notavano dei segni di “squilibrio mentale” e siccome ero molto timido per me andare sul palco, era un po' come esorcizzare quelle paure e abbattere tutte le frustrazioni giovanili che c’erano in me poi la mia ferrea volontà di arrivare al successo ha fatto il resto.

Spero che con il tormentone che mi ha reso celebre: “Papy ci sei ? Ce la fai ? Sei connesso ?", di non aver provocato disastri nella psiche dei miei fans.

Il ruolo  dell'attore comico può diventare alienante?

Non lo è già alienante ! Se non hai una componente importante di pura  “pazzia” non puoi fare il comico, perché fare il comico non è un mestiere ….mica da ridere!

Devi saper inventare e reinventarsi ogni volta cercando sempre forme nuove di pazzia comica da sperimentare.

Come mai sono ancora pochi i giovani che conoscono realmente il teatro comico?

Ci sono in giro molti bravi attori giovani che purtroppo essendo sopraffatti dal virtuale dai social e dai Media gli manca la “gavetta“ quella tosta che abbiamo fatto noi della vecchia guardia di Zelig, quando non eravamo "famosi" e ti trovavi a far spettacoli in posti assurdi tra una birra e l’altra. Oggi è tutto diverso, ci sono laureati in Tick - Topologia è molto più facile arrivare alla gente e mostrarsi quindi dal teatro comico quello vero, siamo ancora lontani. Il teatro per me e la macchina che va avanti solo con un carburante “gli applausi”. Un applauso della gente non ha prezzo e ti ripaga di tutti i tuoi sacrifici passati e futuri.

A quale pièce è particolarmente legato? Perché?

Sono molto legato al teatro di Eduardo grande maestro e vero faro illuminante ispiratore mio e per tanti miei colleghi.

Per quanto riguarda me sono molto legato all’ultima mia teatrale“ io supertettone" scritta da Marco del Conte (uno degli autori di Zelig) e ovviamente porta anche la mia firma, messa in scena al Nazionale e al Teatro Nuovo di Milano con strepitosi successi, il perché ?

In questa pièce mi sento libero di fare e di mettere in scena quella che è la mia piccola arte dal monologo sui dialetti pugliesi alla canzone demenziale dalla gag mimica di un sound check al Papy Ultras di Zelig dove ho militato per otto anni.


Le piace il suo lavoro?

Guai se non mi piacesse ! Non potevo scegliere il lavoro più bello del mondo quando alla fine di ogni teatrale la gente mi dà una pacca sulla spalla e mi dice“ grazie… Ci hai fatto spanciare dal ridere”.

E io:“ prego…Ma io i soldi indietro del biglietto non ve li do”. Non puoi non amare il teatro la gente gli applausi questa è la mia vita racchiusa in un sorriso !


      Foto Evento :

Vena Artistica Associazione Culturale per lo Spettacolo
  






giovedì 25 marzo 2021

Esclusiva Intervistandopersport.com : a tu per tu con Paolo Belletrutti



 Ciao Paolo da molti anni sul set di film e fiction, raccontaci un pò di te.
                                                            
Si è vero da molti anni, diciamo da 25 che come periodo lo trovo sufficientemente lungo,la fortuna e la volontà, connessa alla grande passione per questa forma di comunicazione mi coinvolge regalandomi momenti di grande gioia. Ricordo che il mio primo film è stato,con un ruolo piccolissimo, due battute che sono riuscito a sbagliare, era un produzione  Italo Americana la ,banda delle mini minor,da li ho poi proseguito ma nel frattempo ho frequentato una scuola di recitazione presso il teatro degli Infernotti e diplomatomi mi sono messo in gioco. Da li sono riuscito a fare molti film per il grande schermo,per la televisione passando però prima dal Teatro che mi ha formato e preparato per affrontare le sfide che mi si frapponevano davanti. Alcune produzioni importanti e con grandi attori nel tempo mi hanno formato,produzioni come Natale con Papà per la regia di Giorgio capitani,con Ferzetti e Montagnani  produzione Rai,la parola ai Giurati di F. Farina in questo caso il titolo era il Caso Bozzano produzione Rai. La Medaglia con  Franco Nero e E. Ponziani e tanti altri ancora tipo, Ormai è fatta per la regia di Sergio Leone con Stefano Accorsi. Ho poi fatto Vivere e Cento vetrine e per farla breve ho partecipato per 10  anni a Scherzi a parte come attore protagonista degli scherzi. Una esperienza unica che mi ha regalato grandi esperienze e dove ho potuto conoscere grandi attori, ci sono momenti nella vita che ti regalano opportunità che credo bisogna saper cogliere, io per mia grande fortuna un pò ci sono riuscito e credo di aver regalato al pubblico la mia professionalità e passione per questo mestiere.




Cosa ti ha spinto a intraprendere questa carriera?
                                                                          
Mi piacerebbe pensare che mi abbia spinto un collega, come delle volte si usa fare in teatro quando un attore non vuole andare in scena e allora gli si dà un calcio e lo si butta dentro ma non è cosi, in verità quando avevo circa 9 anni nel ristorante di mio padre venne una produzione importante,dovevano fare Pinocchio e il regista vedendomi,premetto che all’epoca ero magrissimo tipo scheletrico,parlò con mio padre e gli chiese se potevo andare con loro per un provino e che avrei avuto buone opportunità ma la risposta fu negativa da parte di mio padre. Ecco forse da lì è partita in sordina la volontà di fare questo mestiere,poi forse nel tempo ho coltivato questo sogno e mi sono messo in gioco ma , non avevo la formazione mi mancava la scuola per fare questo mestiere. Quando ho deciso allora ho fatto la scuola e grazie ad essa e al teatro nel tempo mi sono formato ma, la cosa vera per intraprendere questa carriera sono state le persone, la gente, il pubblico che mi ha fatto capire divertendosi e apprezzando ciò che facevo che avrei dovuto continuare.





Tra i tuoi tanti lavori c’è la collaborazione con il ben noto attore e regista Giorgio Molino, contaci come è andata.
                                                            
Verissimo,dunque erano gli anni 89/90  e mi esibivo in vari locali di Torino facendo cabarèt con un caro collega che lavorava con Molino, una sera nel locale dove facevo spettacolo venne a vederci Molino, rimase lì tutta la sera e finito lo spettacolo ci sedemmo al  suo tavolo, dopo una breve chiacchierata e le presentazioni di rito lui espresse degli ottimi apprezzamenti sul mio spettacolo e aggiunse che gli sarebbe piaciuto che io andassi a trovarlo per parlare con lui e per un provino. Cosa che feci circa una settimana dopo, con grande soddisfazione, mi propose un provino teatrale su una parte importante per la commedia Travet prima repubblica tratta dal repertorio di Macario. Feci il provino che purtroppo non ebbe molta fortuna, mancavo di teatro e allora mi propose di fare il direttore di scena così col tempo,circa un anno avrei ripreso esperienza, cosi feci e l’anno seguente entrai in compagnia debuttando in commedia con lui. Furono anni importanti assieme a Giorgio formammo la Arte e Studio società che gestiva la compagnia comica Giorgio Molino che dopo alcuni anni divenne Compagnia comica Molino Belletrutti, ero riuscito con lui a diventare il secondo nome in cartellone e  avere la firma in compagnia, abbiamo girato tutti i teatri piemontesi del decentramento del Teatro Stabile, Carignano, Fregoli, Alfieri, Colosseo e tanti altri . Grande attore, grande regista posso dire che lui per me è stato il mio mentore, abbiamo trascorso 15 anni assieme e nell’ultima produzione fatta al teatro Fregoli nel 2018 ha dichiarato che sarebbe stata la sua ultima piece e che passava il testimone  della sua cultura teatrale a l’unico che ne aveva le capacita per conoscenza e presenza sul palco e quello ero io, ragazzi che emozione grazie grande maestro.




Com’è Giorgio Molino da regista?
                                                                      
In primis bisogna conoscere l’uomo che si frappone tra essere un gran casinista nella vita comune,pieno di contraddizioni e di sfumature di vecchia cultura, radicata a una piemontesità sfrenata e dal dialetto presente pieno di proverbi e di sana cultura contadina imborghesita. Fatta questa premessa, il suo genio attoriale la mimica i tempi teatrali e la recitazione lo portano all’essenza delle capacità espressive, la sua capacità di  regista attento e capace di formare dei quadri sempre collegati e scorrevoli, l’intuizione di vedere nell’attore le capacità o la più assoluta incapacità lo rendeva  innamorato o intransigente dell’attore. Riesce a farti fare cose che non pensavi di poter fare, ti veste sulla pelle il personaggio, ti da i tempi e il modo di capire cosa stai facendo ma ti fa fare quello che vuole lui,come lo dice lui. Ne viene fuori un regista di vecchia scuola attento e capace di far rivivere quel teatro che si pensava vetusto e ormai sparito.


 Sei stato al fianco di grandi attori, tra tutti chi ti ha colpito di più e chi ti ha insegnato di più?
                                                                
Avendo lavorato con grossi nomi e attori di indubbia capacità non è molto facile dire chi, perché ognuno ha le sue capacità.Nelle varie produzioni a cui ho partecipato come attore ho avuto modo di incontrare e lavorare con Lino Banfi,Valerio Mastrandrea,Franco Nero,Ben Gazarra,Stefano Accorsi,Ferzetti,Montagnani e tanti altri. Forse a dire il vero chi mi ha insegnato di più direi essere stato Lino Banfi,ricordo che stavamo girando natale con papa per la Rai e io avevo una scena con lui abbastanza lunga e ovviamente ero super emozionato e anche preoccupato di lavorare con un tale mostro di bravura. Quando iniziammo la scena io non riuscivo a spiccicare parola se non bofonchiando qualcosa, ero ovviamente preoccupato e bloccato. Bene lui è riuscito a capire il mio empas e ha fermato le riprese,mi ha fatto sedere a un tavolino e a cominciato a parlarmi,dicendomi che lui non era nessuno solo un collega e che dovevo pensare alle battute aggiungendo altre cose e dandomi la tranquillità. Bene andammo dopo circa 15 minuti sul set e facemmo la scena tutta di un fiato,senza interruzioni e alla fine mi diede due pacche sulla spalla e disse vedi Paolo quanto è facile. Grazie Lino sei un grande uomo.




E’ vero che in diversi lavori sei stato scelto tramite i casting dell’associazione Vena Artistica?come hai conosciuto questa realtà.
                                                                     
In effetti Vena Artistica è una realtà che ti offre molte possibilità, sono entrato in punta dei piedi e nel tempo sono stato premiato, in effetti molti casting e molti film sono usciti e li ho fatti grazie all’associazione tipo il film Diabolik con Valerio Mastrandrea e Miriam Leone che sarebbe dovuto uscire il 25 Dicenbre 2020.ma visto  la pandemia al momento l’uscita è ferma. Ma ad essere sincero La Dott.ssa Vittoria Adamo mi conosceva già da anni ed era diverse volte venuta a vedermi nei vari locali dove portavo in giro lo spettacolo Invito a cena con delitto, nel tempo abbiamo stretto amicizia e siccome dovevo cambiare agente ho pensato di chiederle se lei se la sarebbe sentita di diventarla,pochi giorni e la sua risposta è stata positiva,quindi mi sono iscritto all’associazione ed ora da più di un anno e mezzo ne faccio parte assieme a molti colleghi e colleghe. La Dott.ssa Vittoria Adamo è la mia agente personale che cura la mia immagine e i miei lavori e di cui sono estremamente contento perché è un rapporto di fiducia e grande amicizia. 






mercoledì 10 febbraio 2021

A tu per tu con Marco Talese

 









In collaborazione con The Palma Music e Vena Artistica Associazione Culturale per lo Spettacolo presentiamo oggi l' artista : Marco Talese.





Chi è Marco Talese ?

Marco Telese ed il brano dal titolo " il mio perdona" è tratto  dalla mia quotidianità. Quindi io ed il personaggio che interpreto siamo la stessa cosa. 




Genere musicale?

Il genere musicale  è la  trap, ma in questo periodo sto cercando di cambiare il mio modo di fare musica con l' hip-pop.







Cosa le piace fare nel tempo libero?

Nel tempo libero mi piace acquistare vestiti, visitare luoghi, ma l' aspetto principale è scrivere e comporre musica.

Un sogno frequente?

Il mio sogno più grande è : diventare presto famoso ed raggiungere  tutti i desideri che ho nel cassetto, lasciando  un segno ai fan che mi seguono.

 

giovedì 4 febbraio 2021

A tu per tu con Sloby

 



In collaborazione con The Palma Music e Vena Artistica Associazione Culturale per lo Spettacolo presentiamo oggi l' artista : Sloby.




Valentina Sloboda nome d'arte Sloby. Una cantautrice russa, ma ormai da tanti anni in Italia e scrive i pezzi nella lingua italiana. Suona il pianoforte dall'età di 9 anni. Uno strumento magico che l'ha introdotta in un mondo fantastico pieno di emozioni e sensazioni che è la Musica. Ha scritto una 15 di canzoni e cerca di far conoscere il suo stile pop melodico in bilingue.

Chi è Sloby?

Sloby è un mio nome d'arte che deriva dal mio cognome. Un diminutivo. E' una cantautrice bilingue italo-russa. Cerco di promuovere un mix di queste due lingue.





Genere musicale?

Il mio stile si avvicina al pop melodico. Mi piace mischiare gli stili. Adoro Rep, Trap, Deep House.




Che cosa le piace fare nel tempo libero?

Nel tempo libero mi piace suonare, leggere, ballare, scrivere. 

Un sogno frequente?

un sogno è sentire un giorno passare una delle mie canzoni su radio 105 mentre vado in macchina! 

martedì 26 gennaio 2021

A tu per tu con Double A

 



In collaborazione con The Palma Music e Vena Artistica Associazione Culturale per lo Spettacolo oggi presentiamo l' artista : Double A




Double A in arte, all’anagrafe Aalen Sarray, è un rapper e compositore udinese. Classe 1994, si avvicina da giovanissimo alla musica: appassionato di progressive rock e di artisti come Frank Zappa, muove i primi passi grazie a una tastiera giocattolo presa in prestito da un amico. E’ questo lo strumento che gli consente di studiare le basi della teoria musicale. Dopo un anno in una band, poi sciolta, che si dedicava a pezzi originali rock, Aalen inizia ad avvicinarsi al mondo rap: è il 2014 quando scrive il primo testo e compone i primi accordi che sarebbero andati a costituire la base strumentale. Due anni dopo, grazie alla collaborazione con l’amico Libero Tonon, vede la luce il brano “Dagli abissi al cielo”, un brano che contrappone la durezza e il realismo delle strofe all’ottimismo e al tono incoraggiante del refrain: “dentro di te si nasconde il terrore di fallire/ (non temere perchè)/ ogni errore è motore di qualcosa di migliore”.





Chi è Double A?

(Vedi bio)







Genere musicale?

Lui stesso definisce il suo genere “Rap Sperimentale”. Per capire di cosa si tratta basta tornare al primo genere cui Aalen si è approcciato, cioè il progressive rock. L’influenza e l’amore per la musica progressive rock incidono molto, non solo sul genere proposto, ma anche sul ragionamento compositivo adottato dall’artista. Infatti, a differenza del rap classico, che prevede solitamente una linearità della parte strumentale, non è infrequente che nei pezzi di Double A, pur lasciando spazio a composizioni classiche, vi siano cambi drastici, brusche interruzioni, assoli ed altri elementi che rendono le canzoni insolitamente originali, nonostante queste possano risultare al pubblico un po’ più difficili da masticare.






Cosa le piace fare nel tempo libero?

Il mio tempo libero lo dedico quasi sempre tutto alla musica ma quando possibile mi piace fare attività fisica, uscire con gli amici oppure rilassarmi con qualche serie tv. 



Un sogno frequente?

Mi capita spesso di sognare di tornare a coprire le vesti dello studente universitario, avere un esame a breve e non sapere una mazza! L’esatto opposto di un sogno premonitore!



venerdì 22 gennaio 2021

A tu per tu con Giulia Bima

 


In collaborazione con The Palma Music e Vena Artistica Associazione Culturale per lo Spettacolo presentiamo oggi l' artista : Giulia Bima





 Chi è Giulia Bima?

Sono una ragazza di 27 anni. Vivo a Fossano in provincia di Cuneo. Sono una cantante. Da molti anni mi esibisco in locali, mi occupo dell'animazione musicale ai matrimoni ecc.. ho partecipato a concorsi musicali. Da poco tempo ho iniziato a scrivere brani miei. 

 Genere musicale?

 Domanda difficile. Non ho un genere specifico. Spazio molto ed esploro. 






 Cosa le piace fare nel tempo libero?

Nella vita di tutti i giorni sono un'educatrice. Mi occupo dei progetti con i migranti. Nel mio tempo libero cerco di occuparmi della mia passione, sperando  piano piano di riuscire a dedicarmi più regolarmente ad attività professionali legate alla musica-


Un sogno frequente?

 Legato alla musica: un sogno in grande: andare a Sanremo. In generale, invece spero di poter vedere il mondo: riuscire a viaggiare molto è per me un altro grande sogno!

Grazie mille.

Giulia