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domenica 29 novembre 2020

Autori emergenti: Gianluca Treccarichi parla con Luisella Urietti




Carissimi, vi invito alla presentazione del libro CambiAmi la vita, scritto dalla mia amica, collega e scrittrice Luisella Urietti. Io l'ho letto e lo porto sempre con me. Mi tiene compagnia e ogni tanto lo
apro a caso, leggo e sorrido. È scritto con il cuore, e racconta di persone vere che hanno deciso di intraprendere - supportati da Luisella - cambiamenti necessari con coraggio e determinazione. Penso davvero che questo libro possa aiutare chiunque, di qualsiasi età, ad affrontare scelte e decisioni di cui è fatta la vita. E sapere che i protagonisti dei vari capitoli ci sono riusciti è un'iniezione di energia.







martedì 13 ottobre 2020

A tu per tu con Bruno Riva neo eletto Sindaco del Comune di Pont Canavese

 



Questa è l'intervista a Bruno Riva, neo eletto Sindaco del Comune di Pont Canavese, con la presenza di Luisella Urietti Consulente onorario alla Cultura dello stesso Comune.

È un'intervista semplice, dove emerge la volontà di quest'uomo di aiutare a risollevarsi un paese da troppi anni dimenticato, seppure ricco di grandi testimonianze paesaggistiche, artistiche e architettoniche.

Ed è proprio dalla cultura - e dalla volontà di valorizzare e riqualificare prima di tutto la propria terra - che Bruno Riva vuole partire per dare al suo paese una possibilità concreta, che porti lavoro e nuove potenzialità per tutti, ma soprattutto per i giovani che sono il futuro.

Come sottolinea in chiusura Luisella Urietti, la cultura è un'ancora di salvezza che può permettere una rinascita a vari livelli, ma è fondamentale far conoscere al mondo il patrimonio culturale che Pont possiede. In questo modo, si verificherà una crescita economica ma anche la condivisione di una ricchezza millenaria a oggi ignorata, perché quasi completamente sconosciuta.   

venerdì 15 maggio 2020

Italia Book Festival : la scrittrice Luisella Urietti partecipa alla Fiera virtuale della piccola e media Editoria










Che cosa è “Italia Book Festival”?

Italia Book Festival è una Fiera virtuale della piccola e media Editoria che apre i battenti domani 16 maggio 2020 e rimarrà aperta fino al 24 maggio. www.italiabookfestival.it In questa Fiera virtuale del libro i visitatori possono “entrare” nelle varie sale e, dopo aver scelto i libri, metterli “fisicamente” nel carrello. Trovo questo aspetto davvero utile e “sano”, perché evita di trascinare sulle spalle il “peso della cultura”, almeno di quella cartacea. I partecipanti ai saloni/fiere del Libro sono facilmente riconoscibili perché trascinano borsoni e zaini colmi di carta stampata. Inoltre, i visitatori potranno partecipare alle presentazioni degli autori, ai laboratori, seguire le dirette youtube e facebook. E ancora, gli aspiranti scrittori potranno consegnare i loro manoscritti e partecipare agli stage di scrittura creativa. É lodevole un'iniziativa del genere in un momento difficile come l'attuale, dove è impossibile organizzare eventi “fisici”. Ed è stato possibile realizzarla perché “l'unione fa la forza”: l'unione dei piccoli editori, infatti, ne è stata la premessa. Da grande lettrice – prima ancora che scrittrice - penso che leggere, ancora di più in fasi come quella che stiamo vivendo, sia un aiuto enorme per chiunque. Evadiamo vivendo le vite degli altri, prendiamo parte ad avventure con i protagonisti di romanzi e racconti, ci arricchiamo di conoscenze e di spazi mentali che ci aprono finestre su mondi prima ignorati. “Chi legge vive mille vite prima di morire. Chi non legge ne vive una sola”

 Qual è lo “scopo “del Festival? 

In un Paese come il nostro che vanta grandi nomi nell'Editoria, ci si dimentica – o si ignora - che esiste anche un ricchissimo tessuto di piccole e medie case Editrici. Sicuramente meno conosciute anche perché economicamente meno forti, ma che contribuiscono ampiamente alla diffusione della cultura. Il Piemonte, ad esempio, è fra le regioni italiane che vanta un grande numero di piccoli editori. L'obiettivo principalmente è quello di valorizzare la grande ricchezza e creatività delle case editrici piccole e medie, di farle conoscere e scoprire a coloro i quali ne ignorano l'esistenza. 

Con quale Casa Editrice ti piacerebbe pubblicare un libro? 

All'Italia Book Festival partecipo anche io, invitata dall'editrice Impremix (che si trova nella Sala DICKENS) da me scelta per pubblicare il mio libro CambiAmi la vita. Perché ho scelto un piccolo Editore? Perché si può avere una relazione più “umana” e meno formale. Un piccolo editore è più accessibile, anche geograficamente. Attenzione però, questo non significa che, proprio perché è piccolo, un Editore di questo genere accetti di pubblicare qualsiasi cosa. Erroneamente si può pensare ciò, ma vi assicuro che, per quanto riguarda Impremix, questo non è assolutamente vero. Certo, non avendo la potenza mediatica di cui possono disporre i marchi nazionali, non ha nemmeno la possibilità di “pubblicizzare” i propri autori più di tanto. Ma questo “costringe” gli autori che vogliono essere più visibili a diventare più creativi e intraprendenti, mettendo in pratica il detto “La necessità aguzza l'ingegno”. Per il prossimo libro - che al momento è “in scrittura” - non ho ancora pensato all'Editore... Mi riservo di finire di scriverlo prima di valutare. Tuttavia, è fondamentale ricordarsi di una cosa importante: è vero che un autore sceglie con chi pubblicare, ma non dimentichiamo che dev'essere accettato dall'Editore. Quindi, alla fine, la decisione è uno spazio tra queste due possibilità che devono trovare entrambe la propria soddisfazione ed espressione. 





venerdì 3 aprile 2020

“POWERFUL” LIKE di Luisella Urietti






Milioni di persone su questo pianeta “vivono” di like, ricevuti e inviati. Forse sanno,
oppure no, che: “Se non paghi un prodotto, allora il prodotto sei tu”.
I primi a tramandarci questa lezione di vita – più che mai attuale nel mondo social in
cui siamo immersi – sono stati i fratelli Grimm nel lontano 700, con la favola di
Tremotino. E già questo dovrebbe farci riflettere.
I like sono ancora un'altra cosa.
Un like non costa nulla (ne siamo davvero sicuri?) e soprattutto proprio perché non
costa nulla... non implica nessun impegno: in un secondo ne possiamo mettere più di
uno.
Si mettono like per noia, adulazione, disattenzione, lusinga, ...
Spesso è un semplice atto di leggerezza al quale non prestiamo la benché minima
attenzione.
Si possono mettere like ovunque ci salti in mente, senza neanche riflettere un
secondo e, di conseguenza, senza nemmeno conoscere il contenuto al quale
abbiamo regalato “mi piace”
Tuttavia, la persona che li riceve si sente apprezzata... da qualcuno che spesso
nemmeno conosce, da qualcuno che nemmeno sa e/o capisce quello che è, o ciò che
fa.
Quante volte lo facciamo ogni giorno?
Ma soprattutto, che cosa ci spinge davvero a farlo?
Sappiamo tutti che ad ogni azione - volontaria e/o involontaria – corrisponde una
reazione (conseguenze).
La prossima volta pensiamoci, o meglio, LEGGIAMO prima di cliccare.
Aiuteremo noi stessi ad essere più presenti, meno superficiali, e aiuteremo anche gli
ignari riceventi di complimenti inconsapevoli quanto... automatici.

mercoledì 25 marzo 2020

“È TUTTA UNA QUESTIONE DI + E DI -“ di Luisella Urietti





È molto importante #IORESTOACASA ma è fondamentale #IOMIMANTENGOSANO
Suggerimenti per utilizzare proficuamente la reclusione e diventare persone migliori
Avete notato fino a che punto il nostro atteggiamento mentale e il nostro UMORE influenzano lo svolgimento delle nostre giornate?
In questo particolare momento che stiamo vivendo l'atteggiamento mentale diventa ancora più evidente e DETERMINANTE.
I risvegli di questi tempi sono difficili un po' per tutti.
Ma c'è che si pone piccoli obiettivi in sequenza e chi invece esclama “Accidenti! Un'altra giornata rinchiusi. E adesso?”.
Che cosa rende queste giornate così diverse?
Il fatto che percepiamo la vita dal nostro stato interiore e molte cose che viviamo durante il giorno, anche rinchiusi fra 4 mura, ne sono la semplice risposta.
Tutto ciò cui prestiamo attenzione, positivo o negativo che sia, tende a riprodursi in modo quasi automatico.
“Per ottenere il meglio dalla quotidianità il primo passo è esercitarsi a pensare positivo. Benché sembri semplice, un atteggiamento mentale del genere può richiedere un vero e proprio sforzo, tanto siamo impregnati di negativo.
Una dinamica mentale positiva si collega automaticamente alle nostre emozioni e ai nostri pensieri positivi, cosa che rafforza la nostra fiducia. Questa dinamica ci permette un miglior accesso a tutte le nostre forme d'intelligenza (emotiva, intuitiva, razionale), e fa nasce il profondo desiderio di migliorare la nostra vita, di fare progetti e di trovare i mezzi e la forza necessari per concretizzare ciò che vogliamo. Anziché rimanere concentrati su di noi, le nostre azioni tengono conto non solo del nostro benessere, ma includono la felicità e il benessere degli altri”.
I nove segreti dell'intuizione - V. Mielczareck
Non sono mai stata una positivista ad oltranza (della serie andrà SEMPRE tutto BENE), ma so benissimo - per conoscenza e per esperienza - che se io stessa non mi sento di dare una chance di riuscita a qualcosa... allora non inizio nemmeno.
Il pensiero positivo è quello che coltiva quotidianamente la possibilità di successo di quello che vogliamo fare (pulire la veranda, riordinare gli armadi, insegnare a disegnare ai nostri figli, leggere un libro, fare un po' di fitness, imparare una nuova lingua, fare un planning quotidiano di sopravvivenza...).
Ogni mattina ABBIAMO IL POTERE DI SCRIVERE + oppure – davanti alla nuova giornata che sta per iniziare... A noi la scelta.
“La vita dell’ottimista e del pessimista finisce allo stesso modo. Almeno noi ottimisti ci saremo goduti il viaggio.” - Shimon Peres

domenica 22 marzo 2020

“IL TEMPO IN ABBONDANZA PER IL CAMBIAMENTO “ di Luisella Urietti




Ciao a tutti.
Non avrei mai potuto immaginare, come nessuno di noi credo, che avremmo avuto in abbondanza la risorsa per la quale combattevamo – fino a pochi giorni fa - con il coltello fra i denti....
Lottavamo strenuamente ogni giorno semplicemente per avere qualche minuto in più, ora abbiamo giorni e... settimane.
Ma il tempo, al pari dell'energia, è una risorsa LIMITATA e per questo preziosa.
Ora che ne abbiamo tanto CERCHIAMO DI NON SPRECARLO.
Il tempo è gratis ma è senza prezzo.
Non puoi possederlo ma puoi usarlo.
Non puoi conservarlo ma puoi spenderlo.
Una volta che l’hai perso non puoi più averlo indietro. Harvey MacKay
In un periodo in cui il CAMBIAMENTO è diventata la PAROLA D'ORDINE datevi una possibilità, leggete le storie di chi ha cambiato vita la propria vita anche prima del Covid19.
Le vite degli altri sono state per me sempre uno spunto, un suggerimento, un'ispirazione e SOPRATTUTTO la certezza che qualcuno ce l'ha fatta.
Ora che abbiamo in abbondanza la risorsa più importante IL TEMPO, CE LA POSSIAMO FARE TUTTI!!!!!!
Dunque CAMBIARE È POSSIBILE.
Ogni mattina passo davanti al mio frigorifero dove sul magnete Mark Twain mi ricorda: "Non sapevano che fosse impossibile. Quindi l'hanno fatto!!"
BUONA LETTURA, che questo libro vi sia di conforto e di aiuto, io l'ho scritto per voi. E se lo avete già letto... suggeritelo a qualcuno che potrebbe averne bisogno.
Carissimi, penso che in momenti di difficoltà tutti noi siamo chiamati a fare la nostra parte e a dare qualcosa di noi.
Per questo ho creato #iosonoilcolibriefacciolamiaparte.
Ho messo la mia professionalità a disposizione di tutti, e creato questo gruppo per dare supporto e spunto a voi, in parte clienti, in parte amici, in parte conoscenti.
Contattatemi privatamente se avete bisogno, così come se non volete par parte del gruppo. Non preoccupatevi, non vi sommergerò di messaggi.
Se ognuno di noi, proprio come il minuscolo colibrì, fa la sua parte... il domani di ognuno di noi sarà migliore, proprio come quello di tutti.
Grazie per la vostra attenzione.



venerdì 20 marzo 2020

“CAMBIARE le PROPRIE ABITUDINI “ di Luisella Urietti






È molto importante #IORESTOACASA ma è fondamentale #IOMIMANTENGOSANO
Suggerimenti per utilizzare proficuamente la reclusione e diventare persone migliori
“Le abitudini sono come una fune. Ne intrecciamo un trefolo ogni giorno e ben presto non riusciamo più a spezzarla.”. - Horace Mann
Perché è così difficile cambiare le nostre abitudini anche in situazioni dov'è in gioco la nostra vita?
Ognuno di noi ha schemi di funzionamento che ci permettono di vivere in società. Sono comportamenti che si attivano automaticamente, senza coinvolgere la nostra attenzione. Più schemi sono presenti nella nostra vita, meno disponibilità avremo verso il cambiamento.
Dunque.
Più schemi = meno attenzione = meno allenamento ad utilizzare l'attenzione = maggiore resistenza al cambiamento.
Ognuno può condurre una ricerca sulle proprie resistenze: tutto ciò che posticipiamo e non troviamo il tempo di fare – soprattutto adesso – dovrebbe essere indagato ;-)
Suggerimenti su abitudini che possono essere modificate in meglio in questo periodo.
1 Mangiare più lentamente
Quanto tempo dedichiamo al nostro pasto? A cosa pensiamo quando mangiamo? Gustiamo i cibi o li trangugiamo? Ci ricordiamo che cosa abbiamo mangiato ieri? Mangiare lentamente ha un'enorme quantità di vantaggi, tutti legati a un sensibile aumento del nostro piacere gustativo, del nostro benessere digestivo, e non solo...
2 Guardare in alto
Dal 2005 vivo al 6° e ultimo piano di un palazzo, ogni giorno mi affaccio e lascio vagare lo sguardo in tutte le direzioni ... le persone invece guardano solo verso terra... nessuno mai guarda il cielo.
L'anno scorso un nuovo dirimpettaio mi ha vista: è stata la prima persona in 14 anni. Siamo diventanti amici.
Se vogliamo ELEVARCI dobbiamo guardare in alto, perché lo sguardo, a differenza dell'udito, possiamo decidere dove indirizzarlo. Dove guardiamo in prevalenza?
3 Prendersi cura di sé.
Non significa lavarsi, pulirsi, ecc... significa PROVARE PIACERE nel farlo.

Che cosa succede quanto lo facciamo? Ora abbiamo più tempo... riusciamo a concederci anziché il lavaggio rapido una doccia o un bagno soddisfacente? A cosa pensiamo quando ci prendiamo cura di noi?
4 Essere presenti
Siamo qui, ma non ci siamo: siamo presenti/assenti. Una parte della nostra attenzione è nel passato e una parte nel futuro. QUI E ORA è una condizione eccezionale... ad esempio quando ci diamo una martellata sul dito...
Siamo consapevoli di questo? E siamo consapevoli che questo atteggiamento di presenza/assenza alimenta i nostri schemi e non ci fa mai godere pienamente delle cose che viviamo?
SENZA LA NOSTRA PRESENZA, ANCHE LA MIGLIORE ESPERIENZA NON SUSCITERA' GRANDE EMOZIONE/ECCITAZIONE.
Se oggi gustiamo una bevanda o un cibo particolare... chiudiamo gli occhi, e sentiamone il gusto. È una cosa che ci piace e può darci molto più piacere. Se lo facciamo, quel sapore ci rimarrà in bocca più a lungo e ci renderà un pochino più contenti. Provare per credere!!!!
 “Nulla sarebbe più faticoso che mangiare e bere se Dio, oltre che una necessità, non ne avesse fatto un piacere.” - Voltaire

domenica 15 marzo 2020

“ Io mi mantengo sano “ di Luisella Urietti










Ogni mattina alle ore 10:00 ognuno a casa sua e TUTTI INSIEME . Perché è molto importante 
#IORESTOACASA ma è fondamentale #IOMIMANTENGOSANO.
Luisella Urietti mette a disposizione la sua professionalità perché quando se ne uscirà #DOVREMOESSEREPERSONEMIGLIORI.



venerdì 13 marzo 2020

La parabola del colibrì di Luisella Urietti





 Carissimi.
Molti di voi mi conoscono da tempo, altri da meno. Mi alleno da circa 20 anni tutti i giorni: a volte per pochi minuti, a volte più a lungo, con esercizi di varia natura che mi aiutano personalmente e nello svolgimento della mia professione.
Dopo circa una settimana di silenzio, durante la quale ho ascoltato tante voci e versioni rispetto alla situazione attuale, mi è venuta un'idea su come dare il mio contributo in questo difficile e doloroso momento.
Mi ha ispirata la fiaba africana – inviatami da un amico - che potete leggere in calce.

Ho trascorso la maggior parte della mia vita a studiare per acquisire strumenti, conoscenze, capacità e competenze che mi permettono di migliorarmi e d'insegnare ad altre persone a farlo. Ma penso, da sempre, che tutto questo abbia valore solo se viene condiviso.
Come il piccolo colibrì, che ogni anno a maggio viene a fare visita al mio gelsomino fiorito, contribuisco anch'io con le mie gocce d'acqua.
Se siamo arrivarti a questo punto è perché
non abbiamo avuto cura – prima di tutto - di noi stessi.
Questi esercizi possono dare benefici anche immediati, quali l'aumento del livello di energia e il rafforzamento del sistema immunitario: ci aiutano a rafforzare la nostra salute. Per stare bene già autonomamente senza che altri debbano occuparsi di noi. Facendo gli esercizi teniamo fede al nostro primo dovere: mantenerci sani. Rimanendo sani potremo anche aiutare gli altri.
QUANDO: ogni mattina ORARIO: h 10.00
LUOGO: ognuno a casa sua
ALLENAMENTO
CONDIZIONI: abiti comodi potete stare sdraiati - no cuscini sotto la testa - anche sul letto o su un tappeto, o comodamente seduti ma mantenendo la schiena dritti (anche appoggiata non infossata).
TIMER dovete impostare il tempo dell'esercizio o sul cellulare o su un normale timer da cucina
DURATA COMPLESSIVA: 30 MINUTI CIRCA
FINALE 5' RIPOSO con respirazione libera. Rialzatevi lentamente
10.00/10.05 ci prepariamo
10.05 INIZIO
Da 1 (minimo) a 10 (max) date un punteggio al vostro livello di energia.
ESERCIZIO NUMERO 1
DURATA 5' circa
Respiriamo partendo dall'alto verso il basso per calmare lo stress e l'ansia e prepararci agli esercizi successivi.
Sdraiati, occhi chiusi, mettere le mani sul petto e fare 5 respiri ampi e lenti, respirate con la bocca: serve per decontrarre il diaframma.
Datevi il tempo di svuotare.

Sicuramente i muscoli sono contratti e non sarà forse facilissimo riempire i polmoni, non forzate, cambierà con l'allenamento.
Spostate le mani sul diaframma e fate 5 respirazioni ampie e lente. Date il tempo di svuotare i polmoni, non forzare per non creare crampi ai muscoli della schiena. Spostate le mani sul ventre e fate 5 respirazioni ampie e lente. Se sentite che è difficile spingere la respirazione in basso non forzate, ma mantenete l'obiettivo che arrivi il più in basso possibile.
Posare le mani sulla zona dove respirate serve per farvi capire se respirate veramente in quella zona: dovete sentire che si gonfia riempiendosi d'aria.
2' RIPOSO
ESERCIZIO NUMERO 2
DURATA 5'
Prendete carta e penna e fate un elenco, di almeno 3/4 di situazioni in cui siete stati bene fisicamente e psicologicamente, non importa se il soggetto è il cibo, l'amore, l'amicizia, la natura... devono essere situazioni dove vi siete sentiti FELICI e APPAGATI. L'importante è che le situazioni vi siano chiare e che evochino sensazioni di gioia/serenità/benessere/appagamento/soddisfazione....
Ora sceglietene una, distendetevi o sedetevi comodamente e chiudete gli occhi. Iniziate a pensare a quella situazione e a creare delle immagini mentali, cercate di riviverla con tutti i sensi, odori, colori, sensazione di calore eventuale (o il freddo della neve), il vento sulla pelle, il sole che tramonta, l'alba, il gusto di una bevanda, di un frutto che vi piace, uno stormo di uccelli nel cielo, un massaggio, una canzone... ognuno di noi ha cose che ama e che lo fanno star bene, ora è il momento di attingere a questa grande riserva "dimenticata" dentro di noi.
RESPIRATE e diffondete/spargete queste sensazioni FISICHE in tutto il corpo.
Perché l'esercizio funzioni è necessario sperimentare nel corpo le sensazioni fisiche e non che quella situazione vi ha procurato, sentirete eccitazione, emozioni, sensazioni di caldo/freddo o anche lieve sudorazione, desiderio magari di muovervi o in bocca il sapore di qualche cibo o bevanda, o le fusa del vostro gatto, o l'odore della pelle della persona che amate o di vostro figlio...
Perché
Rick Hanson neurospicologo e ricercatore statunitense (autore del libro: Hardwiring Happiness), afferma che ci vogliono meno di 30 secondi per iscrivere una nuova informazione nella corteccia neuronale.
Dunque, se vogliamo sostituire il contenuto della nostra corteccia neuronale - sostanzialmente composto di "pensieri" negativi e quindi ricchi di paura, stress, pessimismo e condizionamenti esterni in questo momento particolarmente pesanti - dobbiamo procedere come sopra, ma con continuità...

Tutto ciò che siamo nasce con i nostri pensieri... Noi creiamo il nostro mondo. - Buddha
Vi ricordo che stiamo parlando di una manciata di secondi.... all'inizio, non allenanti magari ci metteremo un po' di più, ma con l'esercizio diventerà un gioco da ragazzi. Se il contenuto della nostra corteccia neuronale cambia in senso positivo.... potete facilmente immaginare come possiamo sentirci e come possiamo evolverci e cambiare.
2' RIPOSO
ESERCIZIO NUMERO 3
DURATA 5'
Respirazione quadrata
Sempre distesi o seduti comodamente (cercate di mantenere la schiena diritta) suddividiamo la respirazione in 4 tempi
Inspiriamo in 7''
polmoni pieni 7''
espiriamo per 7''
polmoni vuoti 7''
Se 7'' sono troppi provate con 5'', non è una gara... l'esercizio funziona lo stesso anche se i secondi sono minori. La cosa importante è il rispetto dei 4 tempi.
5' RIPOSO
Prestate attenzione a come vi sentite e comparate il vostro livello di energia attuale con quello che avete rilevato all'inizio degli esercizi.
Potreste anche sentirvi più stanchi, avere sonno... il corpo utilizza l'energia in vari modi, non sempre il risultato immediato è il benessere. Il benessere è l'obiettivo e per raggiungerlo ci vuole costanza, pazienza e allenamento.
Grazie per aver condiviso con me questo momento.
Vi aspetto ogni mattina perché questi esercizi, fatti insieme, sono molto più efficaci e aumentano in modo esponenziale il livello di energia. La quale ci collega tutti, anche se fisicamente siamo lontani.
Abbiate pazienza, come tutte le cose, all'inizio, ci vuole un po' di tempo. In questo periodo il tempo è una risorsa di cui – ECCEZIONALMENTE– disponiamo in abbondanza. USIAMOLA per stare meglio.
Un fiocco di neve è una delle creazioni più fragili, ma guarda che cosa possono fare i fiocchi quando si attaccano insieme - Anonimo

La parabola del colibrì
Si narra, che in una grande e antica foresta ricca di alberi vivessero anche tantissimi animali. Ma con l’arrivo dell’estate questa foresta divenne arida e secca, con innumerevoli incendi. Il fuoco si diffuse rapidamente e gli animali spaventati, iniziarono a fuggire. In mezzo alla confusione, un piccolo colibrì cominciò a volare nella direzione opposta a quella del resto degli animali.
Volando volando, il colibrì arrivo su un lago e iniziò a prendere piccole gocce d’acqua per gettarle sopra le fiamme. Leoni, giraffe, elefanti e altri animali, stupiti, guardavano il piccolo uccellino fare avanti e indietro.
A un certo punto in coro chiesero:
– Cosa stai facendo? Dove stai andando? Perché non scappi dal fuoco?
Il colibrì si fermò solo un momento e rispose:
– Questa foresta è la mia vita, il mio nido e tutto ciò che ho costruito, così come per tutti voi. Non voglio che scompaia e mi farebbe stare molto male sapere che avrei potuto fare qualcosa per salvarla e non ho fatto nulla. Ecco perché sto volando verso il lago nel mezzo della foresta, raccolgo dell’acqua nel mio becco e la butto sopra le fiamme per mitigare il fuoco.
Il resto degli animali rispose:
– Sei pazzo, poche gocce non serviranno per calmare le fiamme. Non puoi spegnerlo da solo.
Allora il colibrì rispose:
– È possibile ma io sto facendo la mia parte. – E continuò il suo instancabile volo verso il lago.
#sonoilcolibriefacciolamiaparte
Luisella Urietti
www.touch4teach.com
you tube I Mercoledì del cambio - MENTE

lunedì 10 febbraio 2020

A tu per tu con Luisella Urietti





In che cosa consiste il lavoro del Life Teaching?

Mi definisco Life Teaching perché il mio lavoro ha a che fare con l'apprendimento/insegnamento e non con una terapia. Il mio obiettivo primario è insegnare, alle persone che si rivolgono a me, a riconnettersi con il proprio corpo. Ciò è paradossale perché noi SIAMO il nostro corpo. In realtà la maggior parte di noi, nel tempo, si è allontanata da esso, perdendo per questo salute e benessere. Eppure è cosi facile: da piccoli sapevamo quello che ci faceva star bene; poi lo abbiamo dimenticato. Infatti ci lasciamo facilmente condizionare - rispetto a decisioni lavorative e personali, cure mediche, sport da praticare, ecc... - anche quando avvertiamo piccoli segnali che qualcosa, da qualche parte dentro di noi, non va. Questo perché quella preziosa e innata conoscenza – pur latente - è ancora presente.
Da adulti, per riappropriarci di essa, dobbiamo operare un cambiamento: ascoltare il nostro corpo.
Che mai vorrà dire? Il corpo manda segnali continuamente, usando un volume sempre più forte fino a quando siamo costretti (normalmente dal dolore) a dargli retta. Questo processo è iniziato anni prima. Anni durante i quali noi non abbiamo proprio “sentito”, e per questo nemmeno capito, che cosa ci voleva comunicare.
Perché?
La maggior parte di noi non ha dimestichezza con la cura della propria salute, perché ci è stato insegnato a delegare il nostro benessere a dottori e specialisti, formati per risolvere i nostri problemi.
Abbiamo completamente dimenticato che per il benessere quotidiano (base del benessere generale) e per i piccoli disturbi che possono comparire, i migliori “medici” siamo proprio noi stessi. Tale atteggiamento può rivelarsi estremamente utile anche qualora dovessimo ricorrere a uno specialista: saremmo molto più precisi nel fornire informazioni circa il nostro sintomo/disturbo, aumentando le possibilità di successo della cura.
È per questo motivo che da quasi 20 anni mi occupo di educare le persone alla consapevolezza di sé, che passa, in primis, attraverso la consapevolezza del proprio corpo.
Imparare a fare una pausa e in un secondo tempo a staccare la spina. Aumentare il livello di attenzione, dirigerlo


Come ha sviluppato questa sua dote ?

Credo che ognuno di noi possieda questa dote in una qualche misura. È un talento che comprende l'empatia, l'ascolto, la capacità di prestare attenzione e il desiderio di mettere in grado le persone di occuparsi di sé: altrimenti detto, renderle libere.

Ma il talento ha bisogno della competenza per trasformarsi in una professione.
Fin da piccola, cresciuta un po' come Heidi, ero molto interessata alla natura che mi circondava. Ho imparato moltissime cose anni prima di andare a scuola. Quando ho imparato a leggere, mi sono appropriata di uno strumento “magico” che mi ha aiutata tantissimo a sopportare l'estrema solitudine che mi circondava.
Ma non bastava.
Io avevo bisogno di qualcuno, di un essere umano... avevo bisogno di suggerimenti, di attenzione, di ascolto; al mio fianco però non c'era fisicamente nessuno che potesse fare questo.
Allora mi sono rivolta allo studio (lettura, università, master e corsi internazionali), attività che continuo, sotto forma di aggiornamento costante.
Studio da oltre trent'anni (oltre dieci all'estero), ho letto migliaia di libri e fatto – e faccio ancora – esercizi fisici quotidiani uniti a varie forme di “meditazione” per allenare l'attenzione.

Il mio obiettivo è migliorarmi di giorno in giorno attraverso uno strumento meraviglioso che però richiede allenamento continuo: la consapevolezza.
Lo scopo: offrire supporto e strumenti a tutte le persone che desiderano conoscersi più a fondo per stare meglio fisicamente e psicologicamente, e per operare scelte - personali e lavorative - in linea con il proprio sentire, le proprie inclinazioni e i propri talenti.
Sono diventata la persona che avrei voluto avere al mio fianco da ragazza, soprattutto nei momenti difficili.

 Quale aspetto negativo ha trovato in questa professione?


Questa professione ha 2 aspetti negativi.

Uno è legato ad una condizione basilare: la persona che si rivolge a me deve coinvolgersi nel processo di apprendimento, nel senso che deve impegnarsi a fare qualcosa e poi farlo concretamente. Intendo dire:deve partecipare e quindi prestare attenzione, provare a fare movimenti e respirazioni che non aveva mai fatto prima, prendere consapevolezza di avere muscoli... sconosciuti. Accettare di sentire la propria rigidità – e quindi anche la propria resistenza mentale – rispetto al fatto di introdurre novità nella propria vita. Cambiamenti che auspica, ma che per realizzarsi, una volta individuati e scelti, richiedono azioni dirette, precedute da esercizi di vario genere che potremmo definire di preparazione (specifici per ogni soggetto fisici, di attenzione, di scrittura, di cambiamento di piccole abitudini, ecc...). Questi esercizi, ai quali ognuno decide quanto tempo dedicare, sono una piccola rivoluzione nella routine personale (anche se si tratta di pochi minuti al giorno) e, come tali, implicano incredibili resistenze.
Il secondo aspetto riguarda il fatto che le persone che si rivolgono a me lo fanno perché stanno attraversando un periodo durante il quale, da sole, non riescono più a far fronte a una qualche difficoltà. Superato questo momento, tornano nel mondo più consapevoli, più sane, più forti e con una cassetta degli attrezzi che sarà per sempre a loro disposizione.
Ma fanno molta fatica a parlarne con qualcuno che, a sua volta, ne avrebbe bisogno.
Anche per questo motivo ho scritto il libro CambiAmi la vita... per fornire testimonianze reali che: “La vita potrebbe essere più leggera se non fossimo convinti che bisogna sempre dimostrarsi forti, audaci e autonomi. Se potessimo permetterci ogni tanto di dire Non lo so o Ho bisogno di aiuto. Se accettassimo l'idea che, nei momenti difficili, avere a fianco un alleato è molto meglio che essere da soli”.

Dato che impiega molte delle sue energie verso il prossimo in che modo riesce a non sderenarsi?

Il mio traning quotidiano, costituito da una serie di esercizi fisici e non (quelli che io chiamo i miei allenamenti), unito all'attenzione costante sia alla respirazione - che soprattutto durante le sedute non dev'essere minimalista - sia a non contrarmi muscolarmente, quando ascolto e/o leggo nel corpo della gente storie di dolore fisico ed emotivo.
Ecco, non è difficile, ma... bisogna farlo e soprattutto bisogna ricordarsi di farlo,
tutti i giorni.
Io per prima, se non voglio danneggiarmi, devo fare esattamente quello che chiedo ai miei clienti: allenarmi.
Inoltre, la grande soddisfazione nel vedere le persone avvicinarsi a se stesse e fare pace con il proprio corpo, imparare ad accettarlo e, nel tempo – processo affatto facile – arrivare ad amarlo, è una fonte di gratificazione enorme che mi fa star bene e mi rende felice.