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venerdì 12 gennaio 2024

Esclusiva intervistandopersport.blogspot.com : A tu per tu con Kekka Barese.

 


"Lei, Kekka Barese, già molto popolare sui social e in particolare su TikTok con numerosi sketch comici che l'hanno fatta conoscere in Puglia e non soltanto". Cari lettori di intervistandopersport.blogspot.com vi lascio l'intervista dell'artista, buona lettura.

Chi è “Kekka Barese”?

"Kekka Barese" è una comunissima donna, con tanti difetti e spero anche pregi. Sicuramente fuori dai canoni stereotipati imposti dalla società e sono orgogliosissima di non essere uno stereotipo, perché la perfezione non esiste e dobbiamo smetterla di idolatrare corpi apparentemente perfetti che poi il più delle volte si mostrano privi di umanità, cultura e sono addirittura snob! .

Di che cosa si occupa un’ attrice“ multitasking”, sorprendente  com’è lei?

Mi occupo prettamente della mia famiglia. Sono una mamma presente e mi piace condividere  momenti con i miei figli. Ne ho due e sono il mio orgoglio. Il più grande è iscritto all'università e la più piccola è in quinta elementare. Io li considero le mie due opere d'arte. Cerco di tenerli, per quanto mi è possibile, lontani dai social perché gli haters sono sempre dietro l'angolo e da mamma  non permetterei mai a nessuno di giudicare l'educazione o l'estetica dei miei figli. Per me è importante indirizzarli verso lo studio e alla realizzazione personale e propria indipendenza futura. 
Mi piace leggere, creare e fare arte del riciclaggio. Più volte ho preso cose trovate per strada dandogli nuova vita, nella stanza di mia figlia ho creato uno scaffale con le cassette della frutta e anni fa per un'amica che aveva una pizzeria restaurai una lavagna da menù presa dalla discarica.

È vero che al giorno d’oggi si è permalosi  per nulla e, già che si sono, offendono lei? 

Tutti un po' c'è la prendiamo se veniamo attaccati, non si tratta di essere permalosi ma di avere una differente sensibilità a determinate offese, sopra tutto se poi ciò che viene detto è falso e può danneggiare l'immagine. Quando sei un personaggio pubblico gli haters compaiono come funghi e più sei seguita e più ti attaccano. Per fortuna non ne ho tanti e quei pochi,  vengono subito bloccati e segnalati. Mi attaccano soprattutto per estetica perché sono in sovrappeso o perché il mio accento barese non piace e mi danno della "terrona". Rispondo sempre con ironia alle offese, ma benché a me possa scivolare l'attimo dopo l'offesa ricevuta perché ho molta stima di me stessa e il dialetto di ogni città e paese è patrimonio culturale, a volte penso a quei ragazzini che vengono banalizzati per una questione estetica e che si chiudono in loro stessi perdendo l'autostima; ciò non dovrebbe accadere e penso che la società dovrebbe imparare ad avere più empatia e umanità; Infatti, molto spesso a fine spettacoli, mi capita di trovarmi a parlare con i giovani e sono questi i temi che affronto "bullismo, violenza e omofobia" perché come personaggi pubblici e soprattutto genitori abbiamo anche la responsabilità di insegnare ciò che è giusto. 

Ci si impone autolimiti?

L'unico limite che mi sono imposta è quello di mantenere sempre la mia dignità e integrità. Molte volte ci si vende per fare carriera, per avere visibilità o per guadagnare più soldi. Beh, io non mi vendo perché la mia dignità ha più valore dei soldi. Per me il giudizio dei miei figli è importante e finché loro saranno orgogliosi di me io continuerò in questo percorso di attrice comica. Quindi non vedrete mai una kekkabarese su piattaforme social o in spettacoli di dubbia collocazione o sponsorizzare brand o attività che vanno a ingannare o truffare i propri follower.
Ringrazio sempre con stima e affetto a chi oggi crede in me e continuerò a regalare sorrisi perché il sorriso allunga la vita e io voglio fare vivere tutti a lungo.


Immagini e video




"Sono una comica Barese. Il sorriso allunga la vita e io voglio farvi vivere a lungo!😘"




martedì 17 dicembre 2019





Di cosa si occupa AISM: 
 Aism, Associazione italiana Sclerosi Multipla è l'unica organizzazione in Italia che dal 1968 interviene su tutti gli aspetti della SM con una prospettiva  e  progettualità d'insieme  attraverso le attività di advocacy (tutela dei diritti), promozione e finanziamento della ricerca scientifica, l'empowerment della persona. E' impegnata inoltre a diffondere una corretta informazione e sensibilizzare l'opinione pubblica con attività di volontariato per il miglioramento della qualità di vita.

Come si manifestano i primi sintomi della sclerosi multipla:
 La sclerosi multipla è una patologia neurodegenerativa cronica del sistema nervoso centrale, complessa e dal decorso imprevedivbile dovuto al danno e la perdita della mielina che rallenta o impedisce la corretta trasmissione degli impulsi nervosi lungo il corpo. A oggi coinvolge oltre 122.00 persone èd caratterizzata da sintomi estremamente variabili che possono cambiare nel tempo sia in durata che in intensità. Tra i più comuni troviamo i disturbi della vista, fatica (classico sintomo "invisibile") disturbi dell'equilibrio, disturbi della sensibilità, alterazione dell'umone e difficoltà di concentrazione.
In italia esiste un farmaco capace di ritardare la progressione della patologia?
Ad oggi non esiste ancora una terapia definitiva purtroppo ma grazie all'impegno e ai risultati ottenuti dalla Ricerca negli ultimi 50 anni  disponiamo di migliori strumenti diagnostici, un quadro più chiaro dei meccanismi coinvolti, di approcci più mirati alla riabilitazione e farmaci in grado di rallentare il decorso o ridurre in modo significativo gli attacchi. AIsm ha dedicato alla ricerca in Italia 74.5 milioni di euro di investimenti negli ultimi 10 anni ( dati barometro 2019-p.195), continua a essere il 3° ente nel mondo tra le associazioni di Sclerosi Multipla per i finanziamenti della ricerca sulla SM. Grazie a questo impegno dagli anni 80 sono stati scoperti oltre 17 farmaci e altri due nuovi sono stati recentemente approvati dalla Food And Drug Administartion (FDA) statunitense all'inizio del 2019 per le forme progressive.

Chi vi aiuta economicamente?
Tutti i traguardi che ha raggiunto e quelli che raggiungerà li deve al sostegno dei donatori: singoli cittadini , istituzioni, aziende e fondazioni che ogni anno decidono di sostenere la missione dell'organizzazione. Nel 2018 sono stati racolti 22.4 milioni di euro di cui il 37% da manifestazioni di raccolta fondi nazionali e locali e il 31% da donazioni di individui o enti privati.  Due eventi annuali su scala nazionale( la mela di aism ad ottobre e la gardensia a marzo in occasione della festa della donna) con il coinvolgimento di oltre 10.000 volontari rivestono un ruolo cruciale sia per la crescita della notorietà e visibilità dell'associazione sia per l'incremento dei fondi destinati alla ricerca e i servizi di supporto territoriali.

Quali sono i progetti futuri?
in oltre 50 anni di storia e di vita associaztiva la realtà della sm e la condizione di vita delle persone con questa patologia risultano profondamente cambiate nonostante ciò permangono pesanti criticità e mancati riconoscimenti di diritti che richiedono una specifica attenzione alla relatà della sclerosi multipla all'interno delle politiche di salute, sociali, di inclusione di sistema, unitamente all'adozione di politiche, programmi, misure e interventi ad essa dedicati.
A tale scopo le linee di lavoro avviate  vedono come priorità il contronto sui territori con PcSm e loro familiari,  valorizzazione dei dati, dialogo con le istituzioni e il potenziamento
dei social come mezzo di ascolto, informazione e intercettazione .















venerdì 18 ottobre 2019

A tu per tu con Roberto Gerardi “in arte Roger”






Come si crea una base musicale?


Come tutti i processi creativi non esiste un’unica via ma diciamo che ci sono dei sentieri comuni. Prima di tutto bisogna sentirsi dentro quale tipo di stile ed emotività vogliamo dare alla nostra musica. Una volta scelta la direzione io cerco sempre di ascoltare quello che è stato già prodotto, per imparare dai ‘’ grandi’’.
Dopo aver assimilato bene l’atmosfera del brano che voglio creare, parto sempre dall’idea dello strumento principale che nel mio caso è voce su chitarra oppure il pianoforte. Una volta registrata la linea principale creo attorno tutto il sound, cominciando dalla linea ritmica della batteria, seguita dal basso e da suoni che valorizzano l’idea principale.

Come si allena “l’orecchio” alla musica?

Ascoltando tanta ma tanta musica ogni giorno. Scrivendo e suonando tanto e cercando di restare sempre in connessione con quello che muove la nostra passione musicale.
Ogni cosa si sviluppa con il quotidiano tempo che dedichiamo a quello che ci piace. Ovviamente il grado di miglioramento è individuale ma l’attitudine interiore, la spinta, fanno la differenza.

Quali sono le tue ambizioni?

Il mio sogno principale è quello di scrivere per grandi interpreti della musica italiana, oltre che avere un progetto cantautorale sempre più attivo, con un pubblico e un calendario di date nel tempo.
Scrivo da quando ho 15 anni e non ho mai smesso.
Quest’anno ho deciso che pubblicherò diverse canzoni cosi come sono nate, nell’intimità del mio spazio creativo. Voglio portare uno spettacolo dal vivo che può adattarsi a qualsiasi contesto: locali, teatri ma ancora di più abitazioni, cortili e perché no tutti quei luoghi dove c’è umanità ed aggregazione. Il nome del progetto è “la cura del suono’’ e porta un pò il focus sulla grande utilità terapeutica che le canzoni hanno spesso sulle nostre vite.

Un episodio positivo è uno negativo che ricordi particolarmente?


Uno degli episodi che ricordo con il sorriso è quando ho cantato su Rai uno per il premio Mogol. In quel frangente credevo di farmela sotto e invece ricordo che fui talmente a mio agio che Mara Maionchi, ospite della trasmissione, si avvicino dopo la puntata e mi disse che ero forte.
Non amo molto catalogare gli episodi come negativi o positivi perché questa è un pò la mia sfida di tutti i giorni, cercare di non oscillare tra il bene e il male.
Posso però dirti che anni fa andai molto vicino a dare un brano per un noto cantante Pop italiano, tuttavia poi non si concretizzò la situazione e restai un pò con l’amaro in bocca.

Roberto Gerardi alias “in arte Roger”...sono diversi?

 RoGer è un pò il nome con cui tante persone mi hanno sempre chiamato per abbreviare il mio nome e cognome, cosi ho deciso di usarlo per la mia musica.
Diciamo che se Roberto Gerardi è anche l’uomo nella vita di tutti i giorni, RoGer è la sua parte suonatrice e sognante che ama esprimersi attraverso la creatività e la musica.

mercoledì 16 ottobre 2019

A tu per tu con Federico Fede Fella



Chi è Federico Fede Fella?
E' un personaggio ambiguo molto simpatico tanto sicuro di se stesso quanto il contrario, lunatico fuori da tutti gli schemi possibili, se si tratta di lavoro, mentre per quanto riguarda la vita privata  sono un super papà e vivo per mio figlio. Trascorro la maggior parte del tempo con lui e spesso viene agli eventi "ama intrattenere " forse è un qualcosa che si ha nel sangue" la cosa che amo di più della giornata? Sentirmi chiamare  papà da una vocina piccola.

Quando e come hai iniziato a fare questo lavoro?
Al matrimonio di mia mamma  ho fatto togliere "l'intrattenitore" pagato  e ho  diretto la cerimonia per due ore con il Karaoke cosa che adoro.In realtà arrivo dalle piazze, intrattenendo eventi automobilistici, feste. Il caso vuole che  abbia rincontrato dopo anni  un vecchio amico di cui non faccio il nome  ma che è un artista formidabile. Lo definiamo W  e mi ha aiutato a livello professionale a "parlare" con le persone  mi ha dato le classiche dritte e alla fine ho provato. Ho iniziato da una radio streaming  a cui avevo dato il nome " radio raduning" è la portavo in giro insieme ad un gruppo fantastico. Uno di loro si chiama Djsymoz. Premetto, io sono una "voce" che prova a farsi volere bene  dietro ad un microfono, tutti i sabati lavoro a Radio Antenna 1 dove conduco Aperidance  tutti i sabati dalle 17 alle 20, programma disco - commerciale  abbastanza ritmato e divertente dove presenziano ospiti e persone con le quali parliamo. Ovviamente su 104.7 che oramai è diventato  il mio marchio ufficiale. Nei week end faccio il vocalist nei locali.

Cosa significa per te  lavorare come speaker?
Significa  arrivare alle persone nella maniera più naturale possibile, trasmettere qualcosa a chi ti ascolta allegria, divertimento, spensieratezza ed energia positiva.Un mezzo di comunicazione deve essere usato con testa, quindi è una responsabilità. Detto ciò abbiamo degli ascoltatori  che hanno anche delle disabilità  e il sabato ci chiamano in radio e ci salutano. Ti ho detto tutto questo  perchè il nostro tunz  tunz arriva  a tutti anche a chi magari non può ballare da in piedi  lo si fa da seduto, insomma fa piacere arrivare al popolo a tutti coloro che ascoltano  ed ripeto sempre W  mi dice sempre " pensate sempre che c'è qualcuno che vi ascolta  pochi o tanti , e immaginate di essere dall' altra parte , solo cos' avrete la situazione più chiara. Ringrazio sempre  Carla Canapè che mi aiuta  in tutto è mi sostiene  credendo in ciò che faccio è un po come la sorella che mi guida.

Hobbies e Passioni?
Sei dura di testa! Te le ho già elencate, sono senza regole,amo le macchine, ne ho una molto particolare colleziono i trolls  quegli omini con il naso lungo norvegesi  e i capelli tipo i miei alla scusa cosa hai in testa?

Come ti vedi tra 10 anni?
Mi vedo sempre tamarro in mezzo alla gente a farli ballare e divertire e soprattutto mi vedo un super papà attento.