giovedì 25 marzo 2021

Esclusiva Intervistandopersport.com : a tu per tu con Paolo Belletrutti



 Ciao Paolo da molti anni sul set di film e fiction, raccontaci un pò di te.
                                                            
Si è vero da molti anni, diciamo da 25 che come periodo lo trovo sufficientemente lungo,la fortuna e la volontà, connessa alla grande passione per questa forma di comunicazione mi coinvolge regalandomi momenti di grande gioia. Ricordo che il mio primo film è stato,con un ruolo piccolissimo, due battute che sono riuscito a sbagliare, era un produzione  Italo Americana la ,banda delle mini minor,da li ho poi proseguito ma nel frattempo ho frequentato una scuola di recitazione presso il teatro degli Infernotti e diplomatomi mi sono messo in gioco. Da li sono riuscito a fare molti film per il grande schermo,per la televisione passando però prima dal Teatro che mi ha formato e preparato per affrontare le sfide che mi si frapponevano davanti. Alcune produzioni importanti e con grandi attori nel tempo mi hanno formato,produzioni come Natale con Papà per la regia di Giorgio capitani,con Ferzetti e Montagnani  produzione Rai,la parola ai Giurati di F. Farina in questo caso il titolo era il Caso Bozzano produzione Rai. La Medaglia con  Franco Nero e E. Ponziani e tanti altri ancora tipo, Ormai è fatta per la regia di Sergio Leone con Stefano Accorsi. Ho poi fatto Vivere e Cento vetrine e per farla breve ho partecipato per 10  anni a Scherzi a parte come attore protagonista degli scherzi. Una esperienza unica che mi ha regalato grandi esperienze e dove ho potuto conoscere grandi attori, ci sono momenti nella vita che ti regalano opportunità che credo bisogna saper cogliere, io per mia grande fortuna un pò ci sono riuscito e credo di aver regalato al pubblico la mia professionalità e passione per questo mestiere.




Cosa ti ha spinto a intraprendere questa carriera?
                                                                          
Mi piacerebbe pensare che mi abbia spinto un collega, come delle volte si usa fare in teatro quando un attore non vuole andare in scena e allora gli si dà un calcio e lo si butta dentro ma non è cosi, in verità quando avevo circa 9 anni nel ristorante di mio padre venne una produzione importante,dovevano fare Pinocchio e il regista vedendomi,premetto che all’epoca ero magrissimo tipo scheletrico,parlò con mio padre e gli chiese se potevo andare con loro per un provino e che avrei avuto buone opportunità ma la risposta fu negativa da parte di mio padre. Ecco forse da lì è partita in sordina la volontà di fare questo mestiere,poi forse nel tempo ho coltivato questo sogno e mi sono messo in gioco ma , non avevo la formazione mi mancava la scuola per fare questo mestiere. Quando ho deciso allora ho fatto la scuola e grazie ad essa e al teatro nel tempo mi sono formato ma, la cosa vera per intraprendere questa carriera sono state le persone, la gente, il pubblico che mi ha fatto capire divertendosi e apprezzando ciò che facevo che avrei dovuto continuare.





Tra i tuoi tanti lavori c’è la collaborazione con il ben noto attore e regista Giorgio Molino, contaci come è andata.
                                                            
Verissimo,dunque erano gli anni 89/90  e mi esibivo in vari locali di Torino facendo cabarèt con un caro collega che lavorava con Molino, una sera nel locale dove facevo spettacolo venne a vederci Molino, rimase lì tutta la sera e finito lo spettacolo ci sedemmo al  suo tavolo, dopo una breve chiacchierata e le presentazioni di rito lui espresse degli ottimi apprezzamenti sul mio spettacolo e aggiunse che gli sarebbe piaciuto che io andassi a trovarlo per parlare con lui e per un provino. Cosa che feci circa una settimana dopo, con grande soddisfazione, mi propose un provino teatrale su una parte importante per la commedia Travet prima repubblica tratta dal repertorio di Macario. Feci il provino che purtroppo non ebbe molta fortuna, mancavo di teatro e allora mi propose di fare il direttore di scena così col tempo,circa un anno avrei ripreso esperienza, cosi feci e l’anno seguente entrai in compagnia debuttando in commedia con lui. Furono anni importanti assieme a Giorgio formammo la Arte e Studio società che gestiva la compagnia comica Giorgio Molino che dopo alcuni anni divenne Compagnia comica Molino Belletrutti, ero riuscito con lui a diventare il secondo nome in cartellone e  avere la firma in compagnia, abbiamo girato tutti i teatri piemontesi del decentramento del Teatro Stabile, Carignano, Fregoli, Alfieri, Colosseo e tanti altri . Grande attore, grande regista posso dire che lui per me è stato il mio mentore, abbiamo trascorso 15 anni assieme e nell’ultima produzione fatta al teatro Fregoli nel 2018 ha dichiarato che sarebbe stata la sua ultima piece e che passava il testimone  della sua cultura teatrale a l’unico che ne aveva le capacita per conoscenza e presenza sul palco e quello ero io, ragazzi che emozione grazie grande maestro.




Com’è Giorgio Molino da regista?
                                                                      
In primis bisogna conoscere l’uomo che si frappone tra essere un gran casinista nella vita comune,pieno di contraddizioni e di sfumature di vecchia cultura, radicata a una piemontesità sfrenata e dal dialetto presente pieno di proverbi e di sana cultura contadina imborghesita. Fatta questa premessa, il suo genio attoriale la mimica i tempi teatrali e la recitazione lo portano all’essenza delle capacità espressive, la sua capacità di  regista attento e capace di formare dei quadri sempre collegati e scorrevoli, l’intuizione di vedere nell’attore le capacità o la più assoluta incapacità lo rendeva  innamorato o intransigente dell’attore. Riesce a farti fare cose che non pensavi di poter fare, ti veste sulla pelle il personaggio, ti da i tempi e il modo di capire cosa stai facendo ma ti fa fare quello che vuole lui,come lo dice lui. Ne viene fuori un regista di vecchia scuola attento e capace di far rivivere quel teatro che si pensava vetusto e ormai sparito.


 Sei stato al fianco di grandi attori, tra tutti chi ti ha colpito di più e chi ti ha insegnato di più?
                                                                
Avendo lavorato con grossi nomi e attori di indubbia capacità non è molto facile dire chi, perché ognuno ha le sue capacità.Nelle varie produzioni a cui ho partecipato come attore ho avuto modo di incontrare e lavorare con Lino Banfi,Valerio Mastrandrea,Franco Nero,Ben Gazarra,Stefano Accorsi,Ferzetti,Montagnani e tanti altri. Forse a dire il vero chi mi ha insegnato di più direi essere stato Lino Banfi,ricordo che stavamo girando natale con papa per la Rai e io avevo una scena con lui abbastanza lunga e ovviamente ero super emozionato e anche preoccupato di lavorare con un tale mostro di bravura. Quando iniziammo la scena io non riuscivo a spiccicare parola se non bofonchiando qualcosa, ero ovviamente preoccupato e bloccato. Bene lui è riuscito a capire il mio empas e ha fermato le riprese,mi ha fatto sedere a un tavolino e a cominciato a parlarmi,dicendomi che lui non era nessuno solo un collega e che dovevo pensare alle battute aggiungendo altre cose e dandomi la tranquillità. Bene andammo dopo circa 15 minuti sul set e facemmo la scena tutta di un fiato,senza interruzioni e alla fine mi diede due pacche sulla spalla e disse vedi Paolo quanto è facile. Grazie Lino sei un grande uomo.




E’ vero che in diversi lavori sei stato scelto tramite i casting dell’associazione Vena Artistica?come hai conosciuto questa realtà.
                                                                     
In effetti Vena Artistica è una realtà che ti offre molte possibilità, sono entrato in punta dei piedi e nel tempo sono stato premiato, in effetti molti casting e molti film sono usciti e li ho fatti grazie all’associazione tipo il film Diabolik con Valerio Mastrandrea e Miriam Leone che sarebbe dovuto uscire il 25 Dicenbre 2020.ma visto  la pandemia al momento l’uscita è ferma. Ma ad essere sincero La Dott.ssa Vittoria Adamo mi conosceva già da anni ed era diverse volte venuta a vedermi nei vari locali dove portavo in giro lo spettacolo Invito a cena con delitto, nel tempo abbiamo stretto amicizia e siccome dovevo cambiare agente ho pensato di chiederle se lei se la sarebbe sentita di diventarla,pochi giorni e la sua risposta è stata positiva,quindi mi sono iscritto all’associazione ed ora da più di un anno e mezzo ne faccio parte assieme a molti colleghi e colleghe. La Dott.ssa Vittoria Adamo è la mia agente personale che cura la mia immagine e i miei lavori e di cui sono estremamente contento perché è un rapporto di fiducia e grande amicizia. 






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