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mercoledì 1 aprile 2020


Che cosa ti ha colpito del Campionato del Cagliari ?

Del Cagliari mi ha sorpreso l’incredibile serie di 13 gare nel girone di andata senza sconfitte. Un record che solo la mitica squadra del 1969-‘70 era riuscita a mettere insieme ed infatti proprio in quell’ anno il Cagliari vinse lo scudetto.

Come descriveresti i migliori e i peggiori giocatori ?


 Il migliore fino alla sospensione è stato sicuramente Radja Nainggolan. Un “top player” che ha saputo sempre tenere alto il livello del suo gioco anche nel momento della caduta libera della sua squadra, quando il Cagliari ha collezionato prove incolore in serie e collezionando 11 partite senza conquistare i tre punti che sono costate il posto a mister Maran.
Proprio in questo periodo va individuato il peggiore. Difficile puntare il dito, direi che il rendimento della squadra nel suo complesso è vistosamente calato. L’episodio dell’ennesimo infortunio di Pavoletti che ha avuto una ricaduta proprio nel momento che stava per rientrare ha fatto affiorare il sospetto che il gruppo non fosse più unito. Se di peggiore si può parlare si può individuare in Olsen che ha Lecce, nel momento di maggior splendore, ha avuto una reazione scomposta ad una provocazione di Lapadula ed ha “beccato” 4 giornate di squalifica. Da lì è cominciata la “debaclè”.


Quale progetto della tua carriera consideri il più significativo?

 il progetto più significativo è stato quando ho cominciato a seguire il Cagliari Calcio per le varie testate con le quali ho collaborato collezionando quasi 500 trasferte con la formazione rossoblù. Ed altra tappa fondamentale il 2008 quando è cominciato il  rapporto con Tuttosport, un idillio con un giornale da me sempre stimato.


Svago?


 il mio svago principale è quello di leggere libri, anche “impegnati”. E poi, avendo giocato per tanti anni a basket prima di smettere ed iniziare appunto a seguire il calcio, fare indigestione di partite della NBA che rappresenta i massimi livelli della pallacanestro mondiale.




 Biografia giornalistica:

1974-1979 Tuttoquotidiano a Cagliari (collaborazione esterna) e Cagliari Basket
1980-1985 L’altro Giornale e varie collaborazioni.
1990-1995 Sport 🏀 e basket.
2004-2010 Il Giornale di Sardegna
2008-2020 Tuttosport.


sabato 21 marzo 2020

A tu per tu con Darwin Pastorin




Darwin Pastorin, italo-brasiliano, 20 anni a Tuttosport, direttore di Tele+ e Stream, dei Nuovi Programmi di Sky Sport, di La7Sport e Quartarete TV, oggi cura un blog su Huffington Post. Ha scritto numerosi libri mettendo insieme calcio e letteratura, memoria personale e memoria collettiva.
In base alla sua esperienza come lo percepisce il futuro del calcio italiano?

Vedo un futuro felice. Giovani apprendisti campioni stanno crescendo bene e ho fiducia nella serietà e nel lavoro di Roberto Mancini, allenatore della nostra Nazionale: i prossimi Europei, che si disputeranno, per via dell’emergenza sanitaria, il prossimo anno, potrebbero vestirsi di azzurro. Ricordo che l’Italia ha conquistato, sinora, una sola edizione della massima manifestazione continentale: nel 1968, 2-0 all’Olimpico di Roma, nella finale bis contro la Jugoslavia, grazie alle splendide reti di Gigi Riva, il breriano “Rombo di Tuono” e di Pietro Anastasi, il caminitiano “Pietruzzu”. E al nostro movimento servirebbe un successo nella Champions League: riuscirà la Juventus, in questa stagione, a sfatare la tradizione sfavorevole? È la speranza di molti... Intanto ci godiamo le imprese della bellissima Atalanta, una squadra che pratica un football divertente e moderno, votato all’attacco. Non più una favola, ma una lucente realtà. Complimenti a Gasperini. Un applauso, ovviamente, anche alla spavalda e convincente Lazio di Simone Inzaghi. Una squadra in odor di scudetto, Juve permettendo. Quest’anno, tra l’altro, sono cinquant’anni dallo storico scudetto del Cagliari e dalla fantastica Italia-Germania 4-3, semifinale del mundial messicano del 1970, terminata con quegli epici tempi supplementari. Credo molto nella ulteriore crescita del calcio femminile: le nostre ragazze sono semplicemente fantastiche!


Il “leggero abbassamento “,dello stipendio dei tesserati di Lega  di Serie A, puó ridimensionare i conti economici delle Società Sportive?

Faccio mie le parole di Gabriele Gravina, presidente della Federcalcio: “Tagliare lo stipendio dei calciatori non deve rappresentare un tabù”. Si parla di una decurtazione del 20-30%. L’appello è rivolto, a quanto pare, soprattutto ai giocatori della serie A, ai più ricchi. La questione è aperta. Vorrei ricordare, nel contempo, le grandi prove di solidarietà, dal punto di vista economico e non soltanto a parole, offerte da diversi giocatori ed ex giocatori per fare fronte all’emergenza Coronavirus, soprattutto per quanto concerne gli aiuti agli ospedali.

I calciatori d’élite come l’ex Portiere sardo del Paris Saint -German  Salvatore Sirigu, il Capitano del Torino F.C. Andrea Belotti e il Difensore Armando Izzo,chi delle “Grandi” potrà acquistare questi giovani ragazzi di talento?

In verità non riesco a pensare a un Toro senza tre elementi fondamentali come Sirigu, Belotti e Izzo. Rappresentano un patrimonio per la società e per i tifosi granata. Sono un appassionato di portieri, il ruolo più romantico, con la “vecchia” ala destra, del nostro football: e ritengo Sirigu uno dei migliori estremi difensori in circolazione. Farebbe gola a molti club, e non soltanto del nostro campionato. Ma devo ammettere: la maglia del Torino gli dona, è molto!

giovedì 7 novembre 2019

A tu per tu con Alberto Gervasi di Tuttosport

Cosa vuol dire oggi fare il giornalista sportivo?

Vuol dire accorciare le distanze fra lo sport di casa nostra e gli appassionati. In questo lavoro, però, è impossibile raccontare un momento o un’emozione senza prima viverli, in campo sportivo e non solo. È un mestiere particolare, a volte poco rispettato, per me comunque impareggiabile.




 Come ti sei avvicinato a questo mestiere? 


Ho iniziato nel 2009, avevo 16 e ho cominciato a scrivere per il quotidiano “La Sicilia” dei miei amici che giocavano nelle giovanili della squadra del mio paese, in provincia di Siracusa. Da lì ho continuato a Torino con il dilettantismo e poi ho fatto il salto con il professionismo e la serie A. Carta stampata, testate online e televisione: una carriera iniziata poco più di dieci anni fa che spero possa continuare il più a lungo possibile.





Hai ricevuto il premio Coni-Ussi “Under 35” 2019: quale emozione hai provato quando ti è squillato il telefono?
Ho realizzato solo dopo qualche secondo dalla telefonata. Un’emozione incredibile, oltre che un enorme vanto per essermi aggiudicato un premio molto importante e prestigioso. Mi hanno fatto piacere anche le parole del presidente del Coni Malagó, che si è voluto complimentare personalmente. È un riconoscimento che premia il lavoro non soltanto mio ma, in generale, di tutta la redazione di Tuttosport.