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martedì 1 giugno 2021

A tu per tu con Sonny Barbuto


Chi è Sonny Barbuto?

sicuramente un uomo poliedrico che in ogni cosa che fa ci mette sempre il cuore e la passione. Sono un docente di educazione fisica, giornalista ed allenatore di calcio che vive di sport e di emozioni. Credo l’arte più nobile sia quella di rendere felici gli altri onde per cui per i miei ragazzi non esistano miracoli che non sia capace di compiere.

Quali sono le reali possibilità per il calcio femminile in Italia?

Sicuramente è un movimento in grande ascesa e sono sicuro che ogni stagione agonistica che verrà porterà linfa ed innovazione in questo settore che merita le giuste attenzioni da parte degli addetti ai lavori e dagli stessi sponsor.

Perché non esiste il “pallone d’oro” o “la scarpa d’oro “femminile in carica?

Credo che prima o poi verranno istituiti anche questi premi singoli per omaggiare le grandi atlete femminili che, come abbiamo visto nei recenti mondiali, meritano la dovuta attenzione in quanto vere fuoriclasse del football femminile. Tutto verrà a suo tempo ma quanto prima assisteremo in questo settore a ogni tipo di miglioria 

Per quale motivo il calcio femminile non si gioca in stadi importanti?

Come dicevo prima tutto a suo tempo, per quanto credo che ogni stadio abbia la sua storia ed il suo fascino...arriverà anche il momento che le Ragazze si esibiranno in degli impianti sportivi di fama mondiale anche e solo per semplici partite tra club e non di nazionali.






A partire dalla stagione 2022/2023, la FIGC porterà le giocatrici a diventare professioniste, che cosa si attende?

 Mi attendo ancor più professionalità di quella già esistente e soprattutto che questa mossa possa essere ancor di più da traino per un movimento che cresce sempre a dismisura ogni giorno di più. Lo trovo un percorso naturale anche perché solo creando professionisti del settore , e questo vale per ogni ambito lavorativo, l’eccellenza avrà sempre più successo 

Europei 2021, ecco l'Italia di Mancini:  Chi sono gli uomini chiave ?

 Un europeo in questo momento epocale di emergenza sanitaria potrebbe riservare delle sorprese così come successo in molti campionati nazionali per cui anche una squadra giovane come l’Italia potrebbe avere delle chances di vittoria o comunque di estrema competitività  se tutti i parametri riusciranno ad incastrarsi alla perfezione in tutto ciò che mister Mancini ha preparato. Sicuramente  la tattica e la determinazione potranno fare la differenza e si dovrà lavorare di gruppo anche perché nonostante i buoni risultati delle qualificazioni non credo abbiamo dei fuoriclasse che da soli possano risolvere le gare. 

 Calciomercato Belotti-Sirigu: secondo lei esperto di calcio che cosà potrà accadere?

Su Belotti il mio pensiero è risaputo: avrebbe dovuto cambiare squadra e Cairo avrebbe dovuto venderlo anni fa allorquando ci furono offerte quasi di 80 milioni , ed il Presidente ne chiese cento sbagliando secondo me; adesso venderlo a non più di trenta milioni non credo sia più un affare onde per cui rimanendo un buonissimo attaccante non sarebbe facile sostituirlo per il Torino e farebbe la fortuna del club che in tal caso lo acquisterebbe. Riguardo Sirigu credo che se non farà scelte di vita particolari possa rimanere al Toro...ma sappiamo bene che in fase di mercato ciò che sembra scontato oggi potrebbe non esserlo domani


Grazie Sonny .

giovedì 8 ottobre 2020

A tu per tu con lo scrittore e giornalista Gino Strippoli

 




Quanto tempo ha richiesto la stesura del tuo ultimo libro?

"Valentino Mazzola"...morirò giovane...l'abbiamo scritto in tre mesi.
 
Quali giornalisti -collaboratori  hanno   partecipato a scrivere? 

Ha collaborato  il collega giornalista Francesco Bramardo ed io.




Qual è stato il romanzo che ti ha coinvolto di più?

Se parli in generale di romanzi, sicuramente "l'insostenibile leggerezza di Kundera".

Guardando per l’avvenire, chi  emergerà nel nuovo Toro di Marco Giampaolo?

Se Giampaolo lo farà giocare, certamente Segre e poi l'incognita sorpresa che può essere il nuovo acquisto bosniaco Gojak che tecnicamente è forte.

Quali sono i tuoi passatempi?

La mia passione è la musica e colleziono e ascolto dischi di vinile. Ne possiedo circa sette mila.
Quindi giro per mercatini, ma compero anche on line. Se la musica è la mia vera passione, il Toro è la mia fede.




sabato 14 marzo 2020

A tu per tu con Sabrina Gonzatto

Scrittrice di Successo , puoi raccontare agli appassionati di sport e amanti della lettura, il romanzo il cui titolo è: “Orfeo Pianelli il Presidente del Toro Campione” ? 

E’ una biografia dedicata ad uno dei più amati presidenti del Toro, l’uomo che insieme agli allenatori, primo fra tutto Gigi Radice, i dirigenti e i calciatori ha reso possibile la conquista dello scudetto. Quel famoso giorno, il 15 maggio del 1976 se non erro, in cui il Toro arrivo’ primo in classifica battendo tutti. Una giornata memorabile che non tutti i lettori avranno avuto la possibilità di vivere, visto l’anno, ma che si tramanda di padre in figlio e fa parte, insieme a Superga, Meroni, Ferrini, dell’immaginario collettivo della nostra squadra. Tornando al libro, ci tengo a dirti che la motivazione che mi ha spinto a trattare un argomento così delicato, è stata la figlia del Presidente: Cristina Pianelli. Nell’estate del 2006 andammo nella sua casa di Villefranche in Costa Azzurra. La stessa abitata dal papà, morto l’anno prima, e la mamma Cecilia. Una bellissima villa sul mare. Avevo appena scritto il mio “Ma cos’era mai questo Toro?” e gliene regalai una copia. Quel libro siglo’ l’inizio della nostra amicizia. Ricordo quando mi chiamo’ subito dopo averlo letto, nel salutarmi mi chiese che le sarebbe piaciuto scriverne uno insieme per dedicarlo al suo papà. Due anni dopo fondammo il Toro Club Orfeo Pianelli nella sede di corso Vittorio Emanuele 77, dove lavoravo. Pensa che lei non era più rientrata in quelle stanze! Indimenticabile la sua reazione nel ritrovarsi in quella meravigliosa residenza, presa dal Presidente Pianelli per il suo Toro. Abbiamo trascorso dei bei momenti con Cristina. Lei a Villefranche io a Torino. Fino al giorno in cui è mancata a causa di un tumore. La notizia mi venne comunicata dall’amico Mauro Saglietti mentre stavo lavorando al Salone del Libro. In quel momento decisi di scrivere il libro che con Cristina avevamo progettato e che fu pubblicato l’anno dopo, nel 2011. Come ti dicevo, è una biografia romanzata. Tante le testimonianze, le fotografie sono inedite e provengono dalla famiglia Pianelli. La prefazione di Paolino Pulici. Ha un valore particolare per me come potrai immaginare. E quando ne parlo mi commuovo. Sai, ogni volta che posso, vado al cimitero di Villefranche per portare una rosa alla tomba che li accoglie. Dimenticavo di dirti che il libro è dedicato a Cristina e a suo figlio Giorgio. 


Con quale partner maschile o femminile, ti piacerebbe produrre un libro ? 

Ce ne sono alcuni. Un esperimento, ben riuscito devo dire, lo abbiamo fatto con Fabrizio Turco qualche anno fa. Recentemente alla presentazione di un testo non mio, qualcuno mi ha chiesto: “quand’e’ che scriverai il prossimo libro?” E devo dirti che l’idea mi solletica non poco  soprattutto in questi giorni in cui l’allerta Covid-19 impone uno stop alle nostre attività quotidiane. È un tempo sacro quello che ci viene donato e che non dobbiamo sprecare. E magari, chissà, mi metterò a scrivere qualcosa. Ti terrò aggiornata.

In che modo si concluderà il Campionato di Lega di Serie A per il Torino Football Club?

In un momento così devastante per tutta l’Italia e per il mondo intero faccio fatica a rispondere alla tua domanda, di getto ti direi: ma chi se ne frega! Di fronte alla situazione sanitaria, alla crisi economica, al crollo in borsa ma soprattutto ai decessi, le sorti della serie A mi sembrano davvero secondarie. Se non sbaglio nel periodo della Seconda Guerra Mondiale furono presi dei provvedimenti importanti. oggi nel 2020 il Coronavirus però ha violentato tutti noi senza permetterci di correre ai ripari. Uno tsunami di cui sappiamo molto poco nonostante scienziati, medici, personale sanitario e le istituzioni si stiano prodigando giorno e notte per trovare una soluzione. Senza dimenticare l’apporto fondamentale che noi cittadini possiamo dare seguendo le indicazioni ministeriali. È un panorama apocalittico quello che abbiamo di fronte, proprio come ci e’ stato narrato in tanti libri e film. Quella è finzione, la nostra invece è realtà. Non vorrei però che il mio grido iniziale potesse essere male interpretato. A me, come a tutti i tifosi granata sta molto a cuore il destino della nostra squadra. Il Toro in questo campionato non ha lavorato come avrebbe dovuto e i risultati si sono visti. Annullare il campionato? Congelarlo e riprenderlo ad agosto? Non so quale delle due soluzioni sia la migliore. Certo è che a noi, un momento di riflessione epocale come questo non può che far bene. Non saremo più come prima, proprio come all’indomani del crollo delle Twin Towers. D’ora in poi ci sarà un prima e un dopo Covid-19, questo è chiaro. Però c’e’ voglia di pensare a cose belle: uscire per prendersi un gelato, andare dal parrucchiere, recarsi allo stadio e gioire per la propria squadra. Ho detto ‘ pensare a cose belle’ non a caso.  Abbiamo voglia di vedere un bel Toro! Un Toro combattente! Tra qualche settimana potremo tornare alla ‘normalità’, per ora restiamo in casa e riflettiamo. Dai Toro, rifletti anche tu! 

sabato 11 gennaio 2020

A tu per tu con Roberto Codebò







CHE COSA SIGNIFICA PER TE LAVORARE COME GIORNALISTA?
E' il sogno di bambino che si è realizzato dopo il 35 anni, accompagnandosi alla mia professione di avvocato e integrandosi perfettamente con la mia passione di viaggiatore.

GIANNI BRERA O GIANNI MINA' ?
Sicuramente Gianni Brera, soprattutto per lo stile linguistico. Meno per il personaggio

COME SARA' IL MONDO DEL GIORNALISMO TRA DIECI ANNI ?
PEr rispondere, bisognerebbe indovinare le ulteriori evoluzioni tecnologiche, e anche un po' quelle del mondo del lavoro. Troppo difficile....


QUALI SONO LE TUE PASSIONI NEL TEMPO LIBERO?
Viaggiatore per vocazione. La scommessa della mia vita...

lunedì 16 dicembre 2019

A tu per tu con Dora Mercurio







Laureata in legge inizio a fare la pratica da avvocato. Dopo 3 anni mi rendo conto che quella vita non mi piace, non mi da’ stimoli, mi sta facendo diventare una persona insoddisfatta e sempre arrabbiata. Così mollo tutto e intraprendo una strada in salita, ma che mi rende felice e soddisfatta. 

Nome: Dora

Cognome: Mercurio

Età: 30 anni

Hobby: Adoro leggere (ho anche un blog che si chiama La bambina del laboratorio)

Il tuo miglior nemico /a? La mia ansia =)


Perché hai scelto di diventare giornalista? Mi piace raccontare quello che vedo, parlare con le persone, dare voce a chi non ne ha.


La tua intervista migliore ? Al fotografo David La Chapelle. Ho avuto la fortuna di incontrarlo alla prima della sua mostra Atti Divini alla Reggia di Venaria. E’ stata un’emozione unica.


Quale è l’ultimo libro che hai letto? Cambio di residenza di Chiara Romeo della Pathos Edizioni. Mi piace molto leggere libri pubblicati da piccole case editrici.


Che cosa non faresti mai? Comprare un paio di ballerine.


Sogno nel cassetto? Creare qualcosa di mio, aprire una mia agenzia di comunicazione. Spero poi, un giorno, di avere una famiglia tutta mia.