Spesso “fotografi” ambienti e capti emozioni reali, quale messaggio vuoi trasmettere?
Ognuno di noi ha un proprio modo di trasmettere emozioni, io lo faccio attraverso l’obiettivo della mia macchina fotografica. Spesso mi capita di immortalare sorrisi che nascondono lacrime, movimenti a volte impercettibili quasi effimeri. Ecco, il messaggio che voglio trasmettere è che le maschere che ognuno di noi indossa sono in realtà trasparenti e fanno trapelare le nostre reali sensazioni.
Quale parte del tuo lavoro ti gratifica maggiormente e l’altra invece no?
In un mondo che vive di social, ovviamente, la cosa che gratifica maggiormente un fotografo è la condivisione dei propri scatti. Ma questa è l’oggettività del mio mestiere. Ciò che mi rende orgogliosa di ciò che faccio sono i plausi che i protagonisti delle mie fotografie mi fanno pervenire. L’altra faccia della medaglia è data dalla poca considerazione che il pubblico ha nei confronti di chi, come me, svolge questa attività, relegandola ad un semplice Hobby.
Quali sono le tue aspettative?
Vorrei poter vivere di questo, di scatti a 360°, ma il cammino è lungo e travagliato. Ho scelto un mestiere costoso, le attrezzature hanno prezzi molto elevati e per potermi permettere prestazioni competitive con la concorrenza devo, per ora, dedicarmi anche ad altro. Sto investendo su me stessa.
Granata per tradizione familiare, quali saranno le sorti del Toro?
Verissimo, granata nel DNA, anche se ho un padre Gobbo, la passione che mia madre e mio nonno hanno nei confronti del Toro ha fatto si che io sia diventata a mia volta una dei 12° uomini in campo. Le sorti del Toro? Da tifosa dico CE LA FARA’, resteremo in serie A, a testa alta porteremo a casa la salvezza. Ma da persona raziocinante dico: la salvezza del Toro assomiglia a quella dei passeggeri di 3° classe del Titanic, quasi impossibile. Ma mai dire mai, speriamo che Capitan Valentino da lassù insegni ai nostri quaggiù come tirar fuori il quarto d’ora granata.
